lunedì 11 luglio 2016

Il senso della vita

Noi conosciamo la potenza delle armi, la potenza del prestigio, la potenza della manipolazione delle opinioni di massa, la potenza della violenza e quella della persuasione occulta.
Oggi, più che mai, siamo manipolati, a volte affascinati da taluni personaggi a tal punto da essere completamente ammaliati dal loro carisma, portandoci a credere ciecamente in tutto quello che dicono o fanno.
In questo tempo, dove l'uomo è sempre più preoccupato per se stesso, è più attento e, a volte, ossessionato dalla vita materiale ed egoista, ci accorgiamo che la carità verso il prossimo sta scomparendo dal cuore dell'uomo e il peccato sta diventando padrone assoluto.

Vogliamo l'autonomia da Dio e non ci accorgiamo che la nostra vita sta diventando priva di umanità e, soprattutto, priva di coscienza, l'unico elemento che ci permette di operare con senso di giustizia e di onestà.
Niente più ci sembra volgare, tutto ci appare onesto; niente disturba la decenza umana, nemmeno la mistificazione dei fatti.
Siamo assediati da notizie futili e i realities televisivi ci danno la proiezione della vita arrivista, un realizzare ad ogni costo notorietà e guadagno facile.

L'immoralità regna sovrana, spingendo l'uomo sempre più verso il peccato (che è allontanamento da Dio), alla ribellione e disubbidienza; e la dove l'uomo vuole essere al centro della propria vita, Dio viene escluso, e così pure il prossimo.
Anche in ambito religioso il concetto del peccato è diventato astratto, la riprensione non è più educativa, anzi è un mezzo che può allontanare da Dio!?

Questo ci dimostra che le speranze, le aspettative sono incentrate unicamente su questa vita; e se le cose stanno in questo modo, vuol dire che il mondo vive nella disperazione, nella tristezza, senza speranza, immerso completamente nella miseria dell'anima.
Così, l'uomo vuole stare al centro della propria vita, e Dio diventa una figura scomoda; giorno dopo giorno è sempre più evidente lo sfascio dell'umanità, e questo ci fa paura, ci fa capire quanto siamo impotenti.

E' difficile essere dei veri credenti in questi tempi, ma è triste vedere quante persone volontariamente continuano a peccare, proprio perché le loro aspettative sono solo per questa vita.
Ma, per quanto ci riguarda, dobbiamo sempre tenere presente che ogni silenzio da parte dei credenti significa vergognarsi dell'Evangelo; e se ognuno di noi ha un compito deve continuare a portarlo avanti, perché siamo persone libere di amare e servire Cristo, nonostante le avversità e le incredulità del mondo.

Una Meditazione di Anna Cipollaro

venerdì 8 luglio 2016

Il Giubileo

Giubileo, dall’ebraico yôbêl, vuol dire: “corno di montone”, indicante “remissione e liberazione”; dal latino iubilaeum, letteralmente “gridare di gioia”.
Il Giubileo fu istituito da Dio come anno di gioie e delizie, per onorare e adorare l’Eterno.
Venne ordinato a Mosè circa 3.500 anni fa, prima che il popolo d’Israele venisse introdotto nella terra promessa.
Doveva essere celebrato ogni 50 anni, iniziando nel gran giorno del Yom Kippur (il Giorno dell’espiazione), in cui si immolavano degli agnelli per i peccati degli uomini (figura del sacrificio di Gesù).
Quando il sangue della vittima era versato e l’espiazione del peccato compiuta, il corno, strumento musicale del tempo, vibrava diffondendo il suono per tutto Israele annunziando l’inizio del Giubileo.

Era un anno di completo riposo per la terra, e non come al giorno d'oggi in cui viene spremuta anno dopo anno al non ne posso più, con pesticidi a volontà.
Alla preoccupante domanda dell’uomo: “Che mangeremo? Se non semineremo non raccoglieremo!”; Dio aveva promesso che l’anno precedente avrebbero avuto un raccolto sufficiente per tre anni.
Ma essi non credettero a quelle parole.
Inoltre gli esiliati tornavano nelle loro famiglie, le catene degli schiavi cadevano, i debitori erano liberi, le proprietà perdute erano ritrovate.
Il tempo della benedizione e dell'allegrezza era finalmente giunto per tutti, senza fare lunghi pellegrinaggi in posti particolari o passare per porte speciali (Levitico 25:1-23).

Il Giubileo romano del 2016 è un po’ una copiatura forzata dei vecchi ordinamenti ebraici, come anche le cerimonie, paramenti, incenso, candele ecc...
Il primo fu indetto nel 1300 con la scusa di speciali indulgenze a pagamento, per facilitare l’ingresso in paradiso (la solita e ingannevole “misericordia” religiosa senza vita).
Si volevano aumentare i pellegrinaggi verso Roma, per il grande bisogno di fondi per le continue guerre e lussurie varie.
Inoltre la storia ci racconta che si era nel periodo centrale della “santa” Inquisizione, quando milioni di cristiani, con la scusa delle streghe, vennero bruciati, torturati, trucidati.

Ma il vero Giubileo venne aperto alla Croce, da Gesù, e si concluderà al Suo ritorno imminente.
Non è un periodo di 365 giorni, limitato da regole umane, e saltuario, come la porta che si è aperta a Roma, ma un tempo di salvezza per te e per ogni uomo in ogni luogo.
Tutte le porte “sante” del mondo, e tutte le buone opere di ogni tempo, non possono cancellare un solo peccato, ma “...il sangue di Gesù, Suo Figlio, ci purifica da ogni peccato!” (1 Giovanni 1:7).

Come lo fu per il ladrone in croce circa 2.000 anni fa, ancora oggi, Gesù col dolce suono del corno del Giubileo della grazia ti annunzia: “Io sono la porta (nessun altro/a), se uno entra per me sarà salvato” (Giovanni 10:9).

Una Meditazione di Nicola Andrea Scorsone

mercoledì 29 giugno 2016

Santo in 4 secondi


Non aveva fatto miracoli e non aveva condotto una vita esemplare, ma dopo una preghiera di 4 secondi diventò santo, e nello stesso giorno si ritrovò in Paradiso!
Stiamo parlando del ladrone che era in croce vicino a Gesù (Luca 23:33-43).
Quando Dio fa gli uomini santi (e solo Lui può farlo - Esodo 31:13, 1 Tessalonicesi 5:23), questi lo sono per davvero e dopo pochi secondi.
Quando invece sono gli uomini a fare santi altri uomini, allora servono lunghi processi di 30 anni e 4 miliardi delle vecchie lire (come nel caso di Pio da Pietrelcina).

La parola "santo" vuol dire: “separato”, e nel nostro caso: “separato dal peccato”.
Il Paradiso (o Cielo) è il luogo di Dio, e per Gesù è “la casa di mio Padre” (Giovanni 14), cioè il luogo santissimo del Dio tre volte santo, in cui nessuna cosa impura (contrario di santo) vi può entrare (Efesini 5:5).
Ogni luogo è santo se vi è la presenza del Signore, come il Tabernacolo nel Vecchio Testamento o il posto del pruno ardente dove Mosè dovette togliersi le scarpe; e così oggi, ogni vero credente è santo per la presenza del Signore nel suo cuore.

Quindi non è prerogativa di alcuni, che per l’eroicità delle loro virtù sono elevati agli onori degli altari, ma di ogni vero credente, divenuto tempio dello Spirito Santo solo per l’eroicità del sacrificio di Gesù.
Gesù diceva alla gente “pia” del suo tempo: “...le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio!” (Matteo 21:31).
E così anche le persone come il nostro ladrone, che sono lavate, santificate, giustificate nel nome di Gesù, mediante lo Spirito di Dio (1 Corinzi 6:9-11).

Nei tribunali religiosi per diventare santo, oltre a tante altre cose, bisogna essere morti, ma secondo la Bibbia bisogna diventarlo prima: dopo morto è “troppo tardi” (Ebrei 3:15; Luca 12:13-21).
Un'altra chiara prova di ciò la diede Gesù nel racconto del ricco e Lazzaro (Luca 16:19-31).
Anche l’apostolo Paolo, scrivendo ai vari credenti diceva: “...ai santi che sono a Efeso..., a Roma..." (Efesini 1:1; Romani 1:7).
Quindi tutti i credenti viventi e non, sono santi.

Apprendiamo da una statistica che negli ultimi 20 anni sono stati dichiarati “santi” più persone che negli ultimi 400.
Vuol forse dire che in passato ci sono stati poche persone con questo merito, o che oggi si può superare più
facilmente la burocrazia religiosa?!
Questo semplice dono di Dio è stato trasformato in qualcosa di complicato, mentre anche tu, oggi stesso, se credi veramente in Gesù, puoi essere chiamato santo.

Una Meditazione di Nicola Andrea Scorsone

sabato 25 giugno 2016

Come salvare la propria anima

Nel tempo, religioni e sette, con le loro regole sulle cose da fare e le cose da non fare, hanno indicato ognuna le proprie vie per giungere alla salvezza dell'anima.
Con pellegrinaggi a piedi nudi diretti verso porte sante in Roma, pellegrinaggi alla Mecca, non mangiando carne il venerdì o il maiale, accendendo mille candele a infinite statue di Madonne, Buddha, Confucio, Stalin..., non facendo trasfusioni di sangue...
Hanno fatto così della salvezza dell’anima qualcosa di molto complicato e irraggiungibile, tanto che pochi, a parte i tradizionalisti, ci si vogliono dedicare veramente.

Ma ecco l’unico vero modo sicuro indicato dalla Parola di Dio, la Bibbia: “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore: questa è la parola della fede che noi annunziamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. 
Difatti la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui, non sarà deluso»... 
Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Romani 10:8-13).

Questa è l’unica verità che apre le porte del Paradiso, infatti il primo a varcare quella soglia insieme a Gesù fu quel ladrone crocifisso al Suo fianco, che niente fece, niente aveva fatto delle cose sopra menzionate, e niente avrebbe potuto fare per meritarsi tale celestiale beatitudine.
Questi, confessando semplicemente di essere un peccatore giustamente condannato, domandò salvezza a quell'unico che poteva compierla, Gesù.

Come quel ladrone, il Paradiso non lo merita nessuno, il prezzo da pagare è molto alto, dal valore eterno.
Gesù solo, pagando con la vita, al nostro posto, poteva coprire e cancellare l’alto prezzo della giustizia divina.
Fu così che quel ladrone, da circa 2.000 anni, passò dalla croce alla beatitudine del Paradiso, perché:
...Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori...” (1 Timoteo 1:15).

E tu sei salvato? Hai la salvezza della tua anima?
Tutti quelli che avranno seguito le tradizioni descritte delle varie religioni, denominazioni e sette, alla fine, saranno delusi.
Solo chi crede in Lui, in Gesù, per come sta scritto nella Bibbia, riceve vera salvezza e non sarà deluso. 
Non sprecare gli anni della tua vita per un’insicurezza religiosa, affida la tua anima a Gesù e non rimarrai deluso.

Una Meditazione di Nicola Andrea Scorsone

lunedì 20 giugno 2016

Il Signore ritorna!

Gli ultimi avvenimenti terribili di terrorismo, di gruppo o solitari, non ci scuotono soltanto profondamente, ma risvegliano anche.
Rimaniamo sconvolti, in primo luogo, dalla brutalità con la quale i terroristi svolgono i loro attacchi micidiali e dal disprezzo di fronte alla vita umana che mostrano quando tolgono la vita a migliaia di persone.
Anche il fatto che agiscono imprevidibilmente e non si sa bene dove vogliono colpire ci colma di paura e terrore.
Ci chiediamo preoccupati: "Come possiamo proteggere noi ed i nostri familiari, se il male si nasconde dappertutto? E come andrà avanti? Che cosa ci porterà il futuro?".



Vediamo che la nostra sicurezza è illusoria.
Le istituzioni umane non possono garantire altro che una protezione limitata, perciò non siamo in grado di tutelare la nostra vita evitando ogni danno.
Anche se assicuriamo i nostri averi con somme alte, non possiamo proteggerci dai ladri e dalle tarme o dalla ruggine.
Quando i discepoli chiesero a Gesù: "Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta, e della fine dell'età presente?"; Egli rispose: "Guardate che nessuno vi seduca...
Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, perché insorgerà nazione contro nazione; ci saranno carestie e terremoti.
Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda... poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà".

Gesù proseguì dicendo: "Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v'è stata dal principio del mondo fino ad ora, ne mai più vi sarà.
Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate.
Allora apparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria...

Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa; come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entro nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo" (Matteo cap. 24).

Che cosa dunque possiamo imparare dagli avvenimenti dei giorni nostri?
Il nostro Signore ritorna!
Il momento della Sua apparizione è vicino!
Noi credenti non dobbiamo perderci d'animo.
Non possiamo, come tutti gli altri, vivere nella paura e nell'incertezza del domani; anzi, dobbiamo innalzare i nostri capi e sapere che la nostra Redenzione è vicina.
Dobbiamo anche prestare attenzione di non lasciarci vincolare da nessuna cosa, in questi ultimi tempi, e di non avere la mente e il cuore aggravato dalla paura e dalle ansietà della vita.

Accertiamoci, giorno per giorno, di essere pronti per il nostro incontro con il Signore (il Rapimento).
Cerchiamo di essere pronti ad andare incontro al Signore come le vergini sagge della parabola (Matteo 25:1-13).
Cerchiamo la Sua faccia e gioiamo della Sua presenza spirituale, in modo che possiamo anche gioire alla Sua presenza fisica; confidiamo a Lui ogni cosa e ricerchiamo la Sua gloria, innalzando il Suo nome meraviglioso: ciò rallegrerà il cuore e ci farà affrontare i giorni a venire con serenità.

Maranatha! Il nostro Signore ritorna!

Allora inizierà una nuova epoca!

domenica 8 maggio 2016

Falsi profeti

Così parla il Signore, l'Eterno: "Guai ai profeti stolti, che seguono il loro proprio pinta, e parlano di cose che non hanno vedute!" (Ezechiele 13:3)

Uno dei segni più evidenti che precedono il ritorno di Cristo è il proliferarsi i veggenti; una pratica, questa, assai antica ma molto comune in questo ultimo ventennio.
Da molto tempo i "veggenti", che riferiscono di aver visto la Madonna spuntano un po ovunque.
Le apparizioni mariane hanno creato molti punti di incontro in varie località italiane, trasformandole in luoghi di culto, seguite da milioni di adepti e, di conseguenza, hanno creato un enorme giro di danaro.

Quasi ogni giorno spunta un luogo in cui qualcuno ha visto la Madonna; spes­so la vedono piangere con lacrime di sangue, altre volte non solo appare, ma parla ai prescelti, raccomandando loro di mettere in guardia il mondo dalle varie catastrofi che sono a divenire, altri invece ricevono lettere dalla madonna in un'ora prestabilita...
Ve lo immaginate Gesù a inviare lettere ai suoi figli?

Questo tema, che attrae milioni di per­sone, viene trattato ovunque, e questi "veggenti" trovano spazio in TV, sui network; spesso suggestionando la gente con immagini di nuvole che rap­presentano, secondo la loro visione soggetti­va, la figura della Madonna.
Sta di fatto che, attraverso questa popolarità, acquisiscono un crescente numero di adepti.
Ho potuto constatare che le varie pro­fezie di questi veggenti sono sempre simili tra di loro: terremoti, guerre, martiri...

Gli adepti anche asseriscono che, tramite queste apparizioni, vengono beneficiati poi da miracoli; la Madonna opera in alcuni di loro, guarendoli dalle varie patologie di cui sono affetti.
Ma cos'è che spinge le persone a credere ciecamente in quello che viene loro detto da questi falsi profeti?
Forse, perché la gente ha bisogno di miracoli, e di fronte a certe storie perde il senso della ragione?
E la chiesa?
Forse la chiesa, ormai in difficoltà, non riesce ad arrivare al cuore dell'uomo, per cui, di conseguenza, la figura del "veggente" serve ad arginare questo problema?

Oppure, più semplicemente, l'uomo, non trovando pace con se stesso, cerca qualcuno o qualcosa che possa riempire questa mancanza?
A mio avviso, ciò che risalta in gran parte dell'essere umano è una totale assenza della conoscenza della Parola di Dio, ed è per questo che molti vanno alla ricerca di visioni, di santoni, di maghi...
Quando la Parola di Dio è sconosciuta, si cercano dei palliativi per riempire la propria esistenza.

Se conoscessero la Parola di Dio, non avreb­bero bisogno di fumo, ma avrebbero la certezza nella fede in Cristo.
Se conoscessero la Bibbia, saprebbero che tutto ciò che viene predicato da questi "veggenti" è stato scritto tantissimi anni fa da Colui che ha predicato, profetizzato e operato miracoli, da Colui che ci mette in guardia proprio da questi falsi profeti.

Per capirne l'essenza basta ricordare le parole di Paolo, quando ci mette in guardia dai falsi profeti, esortandoci a esaminare attentamente quello che ci viene predicato e trattenendo ciò che è buono.
Ma questo può avere un senso solo se si conosce la Parola di Dio.

Una meditazione di Anna Cipollaro

sabato 7 maggio 2016

Ripassare la lezione

Se c’era mai stato un paesaggio sereno, era questo!
Verdi prati davanti a me guidavano i miei occhi verso la fine della valle coperta da foreste di abeti che si estendevano fino alla metà delle alte montagne.
Il sole del pomeriggio proiettava lunghe ombre che davano un senso di tridimensionalità alla campagna svizzera, e una bellissima spolverata di neve fresca sulle montagne creava contrasto con il blu del cielo.
Il giallo ed il rosso delle foglie degli alberi nella tenue dorata luce autunnale formavano un’immagine perfetta, soprattutto quando era punteggiata di graziosi chalet di legno.

Ma non era solo l’occhio che poteva godere di questo bellissimo paesaggio!
Una fonte d’acqua era nelle vicinanze e dozzine di campanacci di mucca risuonavano attraverso la vallata facendola sembrare un paradiso.
Ma in fondo non fu il paesaggio ciò che maggiormente mi colpì; furono invece due mandrie di mucche.
Proprio sotto di me una mandria stava dirigendosi verso il prato.

Le mucche sembravano felici di trovare foraggio in abbondanza.
Quelle dell’altra mandria erano coricate, immobili e masticavano, masticavano.... ruminavano.
Vedevo il loro collo gonfiarsi quando inghiottivano il cibo, e subito riprendevano a masticare, ininterrottamente.
Solo rielaborando in continuazione l’erba mangiata, avrebbero prodotto il buon latte svizzero.
Questo processo sembrava renderle felici.

Restavano lì, ferme, tenendo gli occhi socchiusi, continuando la loro attività di elaborazione di quanto avevano precedentemente inghiottito.
Due mandrie diverse, ma entrambe mangiavano la stessa erba e continuavano tranquillamente a ruminare.
Mentre osservavo questa scena, Dio iniziò a parlarmi: “Anche tu, come le mucche che sostano dove il pascolo è migliore, hai bisogno di nutrirti continuamente della freschezza della MIA Parola”.
Poi continuò: “Ma come loro che masticano più volte il cibo, anche tu hai bisogno di riprendere più volte le parole, gli insegnamenti e le lezioni che ti ho impartito nel passato.
Prenditi del tempo, fermati, in modo che Io possa riportarti alla mente quello che ho già messo nella tua vita.
Così potrai rimodellarlo e farlo diventare parte integrante della natura che io sto formando in te”.

Ora tutto era diventato chiaro.
Dio voleva che mettessi da parte più tempo per riflettere su quello che aveva fatto e che mi aveva insegnato.
Contemporaneamente, non voleva che vivessi soltanto di ciò che ormai era vecchio, ma desiderava che cercassi cose nuove e fresche.
Mi ricordai di quel versetto della Bibbia riferito al predicatore e che dice: “...tira fuori dal suo tesoro interiore cose vecchie e nuove”.

"Signore Gesù, aiutami a cercare cose nuove e a “masticare” nuovi pensieri, ma allo stesso tempo aiutami a trovare del tempo per rielaborare quello che mi hai già dato, in modo che diventi pienamente parte di ciò che Tu vuoi sviluppare in me".

Una meditazione di Rudi Lack

domenica 1 maggio 2016

Il rinnovamento della mente

Nella Parola di Dio, viene evidenziato molto il Rinnovamento della mente.
Questo comprende il fatto di non pensare più come prima, cioè quando non eravamo ancora Suoi, senza la salvezza.
Ora abbiamo la Nuova Vita, ma la nostra mente e le nostre abitudini, necessitano di una svolta.
Questo ora è possibile, perché CON Dio tutto si rinnova di giorno in giorno e possiamo avere una mente elastica ai cambiamenti necessari per le svolte che il Signore vuole fare nella nostra vita.

Di certo Lui ci guida, se ci lasciamo guidare dalla Sua Parola, la quale è potente da operare in noi.
Molti di noi hanno paura dei cambiamenti, e la paura è mancanza di fede, ma, vinta questa, iniziamo a vedere le benedizioni di Dio, e non solo quelle materiali.
Così i nostri modi di pensare cambiano, affrontiamo tutto in modo sempre più diverso, più sicuro.
Dal Signore riceviamo anche quella fiducia e quella sicurezza, perché gli diamo possibilità di operare in noi e, visto che nulla è impossibile a Dio, Egli può fare al di la di ciò che pensiamo ed immaginiamo.

A rigor di logica e di buon senso sappiamo che Dio apporta cambiamenti con salti di qualità, ed il nostro spirito (assieme al Suo) ci conferma la strada giusta che Lui vuole che percorriamo.
La nostra sarà solo completa disponibilità per l'opera Sua in noi, dentro di noi, e quindi anche nei cambiamenti di percorso.
Io pensavo erroneamente, tempo addietro, che nulla sarebbe cambiato nel mio modo di pensare, ma Dio mi ha dimostrato il contrario.
La cosa mi piace, perché non vivo più la stagnazione.

Vi incoraggio (a chi non l'avesse ancora fatto) a conformarvi nel parlare secondo il Signore e ad immergervi nelle cose della Sua Parola.
Rifiutiamo categoricamente e con coraggio tutto ciò che il diavolo ci intrufola nella mente e siamo pronti a rispondere di NO a tutte le cose che sono contro la volontà di Dio, e più saremo forti e più si stancherà di avvilirci e di attaccarci.

"Resistete al diavolo ed egli si allontarerà da voi" (Giacomo 4:7).
Il diavolo può solo apportarci qualche confusione momentanea, ma in Cristo siamo più che vincitori. Posso dire, per esperienza personale, che quando, per diversi motivi, si ostacola l'opera di rinnovamento del Signore, e quando si rimandano dei cambiamenti che Lui ci chiede, allora si soffre, ma quando ascoltiamo e ubbidiamo alla Sua voce ci sentiamo felici, impariamo e ci sentiamo più maturi.

Una meditazione di Patrizia Eydallin

martedì 12 aprile 2016

Preghiera

Gesù dice: "...e nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole" (Matteo 6:7).
Dio gradisce le preghiere spontanee, che descrivono i sentimenti del proprio cuore e non delle preghiere ripetitive, che si imparano a memoria.
Riportiamo una preghiera che descrive un sentimento di arresa, di devozione e di consacrazione; un esempio di una prima preghiera spontanea.

"Signore Gesù, mi abbandono oggi a te con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.
Per favore entra dentro il mio cuore con grande potenza e forza.
Oggi ti voglio dire "Si" con tutto il cuore.
Voglio aprire tutto il mio cuore e invitarti ad entrare dentro di me, affinché tu possa visitare i luoghi segreti del mio cuore.


Desidero che tu sii il Signore di tutta la mia vita.
Io credo in te e ti accolgo come mio Signore e Salvatore.
Voglio con tutte le mie forze realizzare una conversione profonda e fare solo la tua volontà.
Non voglio trattenere niente di mio.

Io mi abbandono completamente a te e ti voglio consegnare: la mia vita, i miei progetti, le mie vedute, la mia salute, la mia famiglia, le mie risorse, il mio lavoro, le mie relazioni e il mio tempo.
Confesso i miei peccati a te: egoismo, infedeltà, ipocrisia, avarizia, uso di cattive parole, mancanza di amore... e, in particolare, di avere trascurato la tua Grazia.
Io rinuncio a queste cose consegnandoli a te, insieme alla mia vita.

Ti porto le mie debolezze, i miei insuccessi, le mie delusioni, le mie emozioni, i miei timori, le mie insicurezze, le mie incertezze, il mio passato, il mio presente e il mio futuro.
Voglio essere tuo nella malattia e nella salute, nella morte e nella vita.
Signore, sono stato, per tutto questo tempo, lontano da te, ma ora voglio stare vicino a te; voglio essere tuo.

Tu hai dato la tua vita per me, adesso voglio dare tutta la mia vita a te.
Dammi il tuo Amore e la tua Grazia, perché questo ormai conta più per me.
Amen".

martedì 15 marzo 2016

Io, per Pasqua, scelgo Gesù!


Le scelte che si fanno, spesso influenzano tutta la vita, come la moglie, la casa, la suocera…
Gli uomini in tutte le loro scelte per le cose materiali, cercano sempre di preferire le cose più belle: la Miss più bella, la macchina più lussuosa, la casa più grande…
Mentre stranamente per le cose spirituali non scelgono affatto, o lasciano che altri scelgono per loro, come un lavaggio di cervello.
Raramente si sceglie la parte migliore: Gesù.

Nei versi biblici di Giovanni da 18:37 a 19:16, troviamo la prima scelta che fecero gli uomini: Barabba, invece di Gesù.
"Non si è liberi di scegliere!?", sentiamo spesso esclamare dalla gente.
Il problema è che le conseguenze delle scelte in campo spirituale non si vedono immediatamente.
Al limite rispondono che all'inferno si starà caldi, non si soffrirà il freddo, si giocherà a carte e vi saranno le donne più belle.

Nel nostro testo, troviamo Pilato che, nelle vesti di giudice, per ben tre volte dichiara l'innocenza di Gesù: "Io non trovo colpa in Lui".
Barabba invece era stato dichiarato colpevole, era un ladro e un omicida.
Ma il popolo lo scelse lo stesso.

Di Gesù sta scritto che andava attorno, attorno facendo del bene, guariva gli ammalati, sfamava i poveri, annunziava la Buona Novella.
Barabba invece, rubava e uccideva, eppure fu scelto al posto del Santo.
Perché questa assurdità?
Perché la luce splende nelle tenebre (Giovanni 1:5).

Alla luce della santità di Dio gli uomini sono riprovati, in compagnia di Barabba invece stanno bene.
Barabba vuol dire: figlio di un padre.
Quindi gli uomini scelsero il figlio di un padre umano al posto del Figlio di Dio.
Il giudice Pilato dopo aver costatato che Gesù era senza colpa, in contraddizione con se stesso e con la giustizia che rappresenta, sceglie di fare flagellare Gesù.

Dopo la flagellazione, la corona di spine, lo scherno, gli schiaffi e gli sputi, Pilato esclama: "Ecco l'uomo!", facendolo condurre fuori.
Forse voleva dire: "É questo l’uomo che dovete scegliere, non Barabba!".
Lì vi erano migliaia di uomini che gridavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!", e anche i soldati romani, uomini forti e armati di tutto punto e Pilato stesso, la più alta autorità.

Gesù veniva curvo, sofferente, con la corona di spine... non sembrava più un uomo.
Eppure lì in mezzo, Pilato sotto l'ispirazione divina, indicò un solo uomo: Gesù.
Se Gesù era l'uomo, gli altri cosa erano?

Il modello di uomo secondo la cultura umana sono gli uomini di grido, di successo, quelli che non perdono mai.
Il modello di uomo secondo Dio invece è Gesù.
Il Suo carattere rispecchia pienamente il frutto dello Spirito Santo: "Amore, gioia, pace..." (Galati 5:22).
I frutti della carne: "Fornicazioni, idolatria, stregonerie.."(Galati 5:19-21) degradano l'uomo; la sua dignità e lo scopo per cui è stato creato si perdono.

Facendo flagellare Gesù, Pilato sperava che alla vista di un uomo sofferente, come in effetti appariva, avrebbe impietosito il popolo e Lo avrebbe scelto.
Ma il popolo, senza pietà, Lo scelse per la croce.

Qual'era la colpa di Gesù?
Si dichiarava essere il Figlio di Dio!
Ma in che consiste questa colpa?
Se dico: "Io sono uno dei figli di Dio", tutto rimane nella normalità.
Ma dire: "Io sono il Figlio di Dio", equivale a dire: "Io sono Dio" (Giovanni 5:18; 10:33).

Ed è chiaro che Pilato, dopo questa affermazione, avesse più paura, ed era ancora più preoccupato che Gesù non gli rivolgeva più la parola.
Gesù aveva parlato e non era stato ascoltato, ma poi arriva il momento in cui non parla più.
Quando Gesù non parla più, la tragedia umana si compie.
La tradizione riferisce che Pilato, esiliato in Gallia, muore suicida.

E qui arriviamo alla seconda scelta degli uomini: dovevano scegliere tra un Re divino e uno umano.
Il re umano e pagano, Cesare, faceva pagare tasse salate al popolo, lo teneva schiavo, rubava le sue cose più belle, alla fine distrusse il suo tempio e lo disperse per il mondo.
Nonostante tutto, scelsero Cesare al posto del Re del Cielo, che portava amore, pace, liberazione e vita eterna.

In questo pezzo di storia terrena del Salvatore troviamo una terza scelta assurda degli uomini.
Negli evangeli ci viene descritto che gli scribi e i farisei con le loro menzogne, convinsero e incitarono la folla a scegliere Barabba: hanno scelto la menzogna invece della verità!
Allora Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò Barabba e lavandosi le mani abbandonò Gesù alla loro volontà perché fosse crocifisso, e il popolo disse: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli".

Ancora oggi, dopo 2.000 anni, costatiamo la cruda realtà di questa triste affermazione del popolo ebreo.
Ancora ieri su tutti i Tg del mondo si è visto per terra tanto sangue ebreo.
Alla fine, considerando l'insieme, possiamo dire che il dolore più grande per Gesù, non fu la flagellazione, i chiodi… ma il rifiuto di Lui.

Sappiamo, però, che tutto quanto non gli è sfuggito di mano, poiché Egli è sovrano.
Egli volontariamente si diede per il nostro riscatto, e c'è ancora posto al Calvario per trovare salvezza, gioia e vita eterna.
Scegli Gesù, la vita, e vivi!

Una Meditazione di Nicola Andrea Scorsone